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La crescita dell'accesso al credito al consumo delle famiglie ed il progressivo indebitamento delle attività commerciali e produttive a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, ha portato sia gli istituti di credito che i debitori stessi ad accendere con sempre maggiore facilità nuovi rapporti credito-debitori. Questa tendenza, unita alla perdita di potere di acquisto delle remunerazioni, sta creando un'ondata di situazioni ad alto rischio di insolvenza.
Le maggiori banche hanno ormai come prassi quella di attendere al massimo sei/otto mesi prima di dare il via alle azioni legali del caso, mirate al recupero del proprio credito.
Nel caso in cui il debitore sia un proprietario di immobile, gli istituti di credito hanno lo strumento del pignoramento per tutelarsi, impedendo in tal modo al proprietario di venderlo privatamente.
Le procedure giudiziarie conseguenti il pignoramento, riformate da qualche anno, si sono notevolmente velocizzate e portano gli immobili in questione ad essere posti in vendita all'asta in tempi relativamente brevi (in alcuni uffici giudiziari non superano i due anni).
Nonostante la comprensibile esigenza degli istituti di credito di tutelarsi da clienti ormai divenuti cattivi pagatori, bisogna anche tenere conto che il pignoramento immobiliare non permette al soggetto di vendere sul libero mercato la propria casa per poter, con il ricavato, andare ad estinguere le esposizioni debitorie. Il pignoramento riveste infatti il ruolo di una sorta di "sequestro conservativo" a favore anche di tutti i futuri creditori che ne vorranno usufruire per cercare di rientrare delle somme spettanti.
Il creditore si troverà dunque con il proprio immobile venduto all'asta a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato e con onerosi costi di procedura che gli verranno comunque addebitati.
Va sottolineato che sia il legislatore, a seguito dei rimproveri provenienti dall'Europa, che i Tribunali, si stanno prodigando per rendere maggiormente accessibili le aste anche ai privati, sforzandosi dunque di vendere meglio e più in fretta.
In realtà, seppur con pratiche abbastanza complesse e con l'assistenza di società specializzate, si ha la possibilità di vendere direttamente un immobile pignorato garantendo un prezzo di vendita equo ed evitando costi legali ed interessi di mora. Il problema di questa seconda opzione è che sono poche le società in Italia che hanno le competenze e le carte in regola per poter affrontare questo particolare tipo di vendite e purtroppo né le agenzie immobiliari né gli avvocati possono essere utili.
La maggior operatrice di questo settore è la società Acquisizioni Giudiziarie Immobiliari Srl (Tel. 011/541326) con la propria sede principale a Torino via Botero n.16 che opera prevalentemente nell'area del Nord Ovest con qualche importante transazione effettuata anche nel centro-sud Italia. Nata come società di consulenza per le acquisizioni all'asta ha ormai da diversi anni spostato il proprio campo d'azione occupandosi prevalentemente di interrompere le vendite all'asta permettendo la cessione diretta delle proprietà in questione.
Lo standard operativo adottato da questa società, oltre ad avere al suo attivo ormai numerosissime operazioni, ha attirato l'attenzione di alcune banche che propongono ai propri creditori in difficoltà forti sconti sui loro debiti qualora accettino di intraprendere la strada della vendita consensuale con lo standard della Acquisizioni Giudiziarie Immobiliari Srl.
Un'altra tipologia di operatore finanziario interessato a questo tipo di vendite sono le società immobiliari e di Leasing, che incamerano gli immobili pignorati nei propri portafogli di investimento, permettendo ai proprietari di saldare i debiti e rimanere nell'immobile ceduto in affitto come inquilini, con la possibilità di ottenere un'opzione di riacquisto a fine contratto.

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